Consulenza fiscale strategica e difesa nel contenzioso tributario per persone fisiche e giuridiche.
L'ordinamento tributario italiano si fonda su un complesso di principi di rango costituzionale e di legislazione ordinaria, la cui interpretazione è costantemente affinata dalla giurisprudenza. Il dovere di concorrere alle spese pubbliche è sancito dall'art. 53 della Costituzione, il quale stabilisce che "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva" e che "il sistema tributario è informato a criteri di progressività". I principi cardine che governano la materia sono: • Principio di Capacità Contributiva (art. 53 Cost.): Ogni prelievo deve essere collegato a un fatto indice di capacità contributiva. • Principio di Legalità (art. 23 Cost.): "Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge". • Principio di Eguaglianza Tributaria (art. 3 e 53 Cost.): Impone che, a parità di presupposti economici, le scelte impositive non siano differenziate in modo arbitrario. • Principio di Buon Andamento e Imparzialità (art. 97 Cost.): L'azione dell'Amministrazione finanziaria deve essere orientata da questi canoni. La Legge n. 212 del 2000 ("Statuto del contribuente") ha codificato principi generali dell'ordinamento tributario in attuazione degli artt. 3, 23, 53 e 97 della Costituzione. Diritto Penale Tributario Il diritto penale tributario, pur afferendo alla materia fiscale, si caratterizza per una spiccata autonomia rispetto al diritto tributario. Esso è una branca autonoma del diritto penale, che tutela beni giuridici specifici e preesistenti alle norme tributarie. Il Decreto Legislativo 10 marzo 2000, n. 74, ha introdotto una nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. La filosofia della riforma è stata quella di abbandonare il modello del cosiddetto "reato prodromico", per concentrare la risposta penale sulla dichiarazione annuale, considerata l'atto con cui si realizza il presupposto "obiettivo e definitivo" dell'evasione fiscale. I reati previsti dal D.Lgs. 74/2000 possono essere suddivisi in due categorie principali: 1. Delitti in Materia di Dichiarazione: • Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (Art. 2) • Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici (Art. 3) • Dichiarazione infedele (Art. 4) e Omessa dichiarazione (Art. 5) 2. Delitti in Materia di Documenti e Pagamento di Imposte: • Emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (Art. 8) • Occultamento o distruzione di documenti contabili (Art. 10) • Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (Art. 11) Responsabilità degli Enti (D.Lgs. 231/2001) Il D.L. 124/2019 ha esteso la responsabilità amministrativa degli enti a una serie di reati tributari, prevedendo sanzioni pecuniarie e interdittive a carico dell'ente nel cui interesse o vantaggio è stato commesso il reato.

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